Aspettando Godot

In questo inizio d’estate caldo e soleggiato fervono le opere di ristrutturazione in via Kafka.

Nella casa a fianco a quella di Elsa, verranno presto ad abitare due sposini nuovi di zecca. Il condominio si animerà di vita, già si discute del fiocco rosa o azzurro che tra qualche mese abbellirà l’ingresso del condominio.

Qualche giorno fa hanno istallato l’impianto di aria condizionata, ma i vecchi mattoni di tufo e l’intonaco stanco, non hanno retto alla vitalità del martello pneumatico, alla sfrontatezza di viti e bulloni…e così è stato opportuno il rifacimento della facciata. Oggi si tinteggia. Un bel rosa carico. Nelle strade e vicoli del centro, il grigio e il bianco degli intonaci poveri usati negli anni ottanta, sono stati sostituiti dai colori originali dei fabbricati antichi, un po come a voler ridare dignità a quei vecchi palazzoni ricchi di storia.

Elsa è sul suo balconcino intenta ai noiosi lavoretti da mamma, rammenda calzini e ascolta curiosa i due “pittori” che chiacchierano tra loro mentre lavorano:

” Mentre aspettiamo l’ingegnere ci conviene portarci avanti con il lavoro!”
“Credi che verrà?”
“Si mi ha detto di aspettarlo”

Come in aspettando Godot, Vladimiro ed Estragone continuano a parlottare tra loro.
“In Corea e in Giappone il dittatore costringe tutti a tagliarsi barba e capelli, è una brutta cosa la dittatura”
“No niente dittatura, dobbiamo stare attenti a chi votare”

Elsa si incurisice, si chiede quale partito stia proponendo il taglio di barba e capelli! Ad un tratto un grande rumore e il barattolo di vernice rosa carico, cade dal ponteggio e ai due non resta che scendere a ripulire.

Nei vari rimproveri di quello più anziano al giovane si distinguono le parole:

“E’ colpa tua, stai con la testa tra le nuvole ti sei innamorato”
“Scusa hai ragione, poi stavamo parlando del voto, ed è importante per me questa volta, mi voglio fare una famiglia e devo stare attento, se sale la mia professoressa delle medie è una rovina, lei era una vera dittatrice”

Elsa è confusa, chi sarà costei, anche lei dovrà votare e se la dittatrice in questione avrà in programma di far tagliare barba e capelli a tutti gli uomini della città?? Se vincerà lei, a giorni vivrà in un paese di calvi glabri.
Pensierosa rientra in casa, cosa la spinge ad avere tanta fantasia, qual’è il motore che accende la sua testa, e perchè il suo mondo sembra un reparto di internati? accende la radio, sorride e pensa a SAMUEL BECKETT che le sussurra,
“Tutti siamo nati matti. Qualcuno lo rimane.”

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