Nel condominio di via Kafka sono tutti rientrati dalle vacanze, e il vento nuovo di settembre e le rilassanti vacanze, portano a tutti tanta voglia di fare e strafare. Dai balconi si discute di risistemare la pavimentazione del cortile, di cambiare il corrimano delle scale, e poi c’è chi con grande enfasi si lamenta delle cose più disparate. A questo punto qualcuno pronuncia la fatidica frase. “Ragazzi ci siamo tutti, chiamiamo l’Amministratore, Riunione di condominio”
Eccoci tutti riuniti: i condomini ci sono tutti (me compresa) con le ciabattine. Luogo della riunione: Terrazza di casa Romano
Tra saluti, chiacchiere e caffè gentilmente offerto dalla padrona di casa ci si accomoda tutti sulle sedie. In pochi minuti, gli uomini spostano le sedie verso la ringhiera e con sguardi fugaci, controllano il maxi schermo del bar di sotto che trasmette la prima partita di campionato. Alla fine del primo tempo l’amministratore, esausto per aver discusso con le signore del condominio dei problemi non tecnici che bisognerà risolvere al più presto, chiede alla padrona di casa qualcosa da bere. Il signor G. gli porge una birra ghiacciata e gli ricorda che la squadra della città, perde 1-0 e che sarebbe meglio accelerare i tempi delle discussioni perchè così la partita non se la sta godendo nessuno! Alla ripresa del secondo tempo l’amministratore afferma che per mettere ombrellone e sdraio nel giardino PRIVATO di casa tua devi farlo presente in riunione e la cosa doveva andare ai voti. I signori Santorelli, presi in causa perchè unici con il giardino, sono palesemente indignati. il sig. Santorelli si allontana dalla ringhuera e comincia ad urlare…”come se non bastasse che la squadra perde“. Gli uomini parlottano tra loro chi irritato, chi sorseggia l’ennesima birra e con solidarietà verso il condomino-amico qualcuno afferma:”Per un ombrellone e due sdraio!?” “mannaggia hai visto non era fuorigioco!!”
La partita è quasi finita e l’aria si fa pesante. La stanchezza prende il sopravvento quando a pochi minuti dal fischio finale si deve andare ai voti per decidere il colore delle nuove tende da esterno. Tutti si avvicinano, sembra deciso, ma alzo la mano ed esclamo: “Il fucsia fosforescente non mi piace. Votare a favore solo perchè una persona ha detto che è bello mi pare eccessivo!?!” Se è vero che ognuno di noi è libero di esprimere il suo parere, perchè io sono stata l’unica a farlo? Dalla ringhiera il sig. Volla interviene: “Scusa Elsa stasera hai tempo da perdere? Se la Sig.ra Orsini dice che va bene a noi va bene” Aaaaaaaaaah Ok capito!!! Un cervello solo per tutti…si risparma tempo e diamo l’idea di compattezza e solidarietà.
Caro Alexandre Dumas,Tutti per uno, uno per tutti… anche in via Kafka!
di Fulvia Marcotti
Napoletana, amante della lettura e della scrittura, anima creativa e solare. Pittrice, designer di oggetti e gioielli. Ironia ed umorismo sono sempre presenti nei suoi scritti. Ha partecipato a numerosi premi di scrittura e poesia, tra gli altri: il Federiciano, il racconto nel cassetto, tre suoi testi sono in concorso al CET Centro Europeo Toscolano di Mogol.









