Cosa fare se il condizionatore del vicino fa rumore?

Sulla qualità della vita non si transige, specie se in casa propria. Così va rimosso il condizionatore rumoroso del vicino quando il ronzio arriva ad essere intollerabile. Lo ha detto la Cassazione in una sentenza di questa mattina.

Cosa prevede la legge

In base al nostro codice civile, il titolare di un immobile (una casa, un terreno, ecc.) non può impedire che, dalla proprietà vicina, provengano immissioni di fumo, calore, esalazioni, rumori e simili propagazioni se queste non superano la normale tollerabilità (criterio che va valutato in termini relativi, ossia in base ai luoghi: per esempio, in una zona prossima a un aeroporto si dovrà avere maggiore elasticità).

Se però viene superata la suddetta soglia della normale tollerabilità – e a determinarlo sarà un perito del giudice, con apposite rilevazioni tecniche – allora scatta il divieto delle immissioni con la rimozione dell’impianto: e ciò in ragione della tutela tanto della proprietà quanto del diritto alla salute. Non c’è dubbio, infatti, che i rumori possano pregiudicare la qualità della vita di chi, suo malgrado, è costretto a sopportarli.

La sentenza

Secondo la sentenza in commento, il condizionatore rumoroso non deve essere eliminato solo se causa danni alla salute del vicino, ma anche se, con le sue emissioni sonore, finisce per peggiorare la vita di chi risiede accanto: deve infatti ritenersi che la legge tuteli la proprietà privata nella sua interezza.

Ovviamente, chi lamenta il danno dovrà fornire la prova di quanto sostenuto, ossia dell’intollerabilità delle immissioni: il che potrà avvenire avvalendosi di una perizia di parte e, comunque, anche attraverso le testimonianze di chi, vivendo vicino alla fonte del rumore, potrà confermare le pessime condizioni di vita a cui si è costretti.

Inoltre, i Supremi giudici hanno chiarito che l’obbligo di rimuovere i motori di ventilazione del locale che turbano i sonni di chi dorme accanto o al piano adiacente, scatta anche se l’impianto non viola le linee architettoniche del palazzo e ha ricevuto l’autorizzazione dell’assemblea di condominio che certo non può arrivare a comprimere i diritti del vicino di casa.

La norma del codice civile che regola le immissioni rumorose [2] non va, dunque, interpretata in modo restrittivo perché essa mira a tutelare la normale qualità della vita: punta infatti a proteggere, non solo lasalute delle persone, ma anche la proprietà privata con riferimento alle “multiformi esigenze di vita e di piena fruibilità del bene”.


Fonte: laleggepertutti

 

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